Pubblicato il 11 dicembre 2009Nessun commento
Il Web Premio Nobel per la Pace

logoWwwInternetForPeaceWired Italia lancia il progetto “Internet for Peace” candidando ufficialmente il Web al Premio Nobel per la Pace 2010.

Il 20 novembre scorso al Piccolo Teatro Studio le redazioni di Wired Italia, USA e Uk si sono riunite per presentare ufficialmente il progetto che mira a far includere il Web nella rosa dei candidati per il premio in questione. Il numero di Dicembre del magazine è dedicato in particolar modo a questo tema, iniziando dall’editoriale di Riccardo Luna che afferma: “Dobbiamo guardare ad Internet come ad una grande community in cui uomini e donne di tutte le nazionalità e di qualsiasi religione riescono a comunicare, a solidarizzare e a diffondere, contro ogni barriera, una nuova cultura di collaborazione e condivisione della conoscenza. Internet può essere considerato per questo la prima arma di costruzione di massa, in grado di abbattere l’odio e il conflitto per propagare la democrazia e la pace. Quanto accaduto in Iran dopo le ultime elezioni e il ruolo giocato dalla Rete nella diffusione delle informazioni altrimenti prigioniere della censura sono solo l’ultimo esempio di come Internet possa divenire un’arma di speranza globale“.

La diffusione di internet è aumentata esponenzialmente in questi anni, dimostrando che la rete non è tra le macchine, ma tra le persone, che possono comunicare fra loro senza restrizioni geografiche o politiche. Internet inoltre è uno strumento democratico in quanto accessibile a tutti. Molti ambasciatori e supporters si uniscono alla causa, primi fra tutti Shirin Ebadi, prima iraniana musulmana a vincere il Premio Nobel per la Pace nel 2003, nonchè prima firmataria del manifesto di Internet for Peace, che conquista così di diritto la copertina di dicembre. Il Premio Nobel dichiara inoltre: “Internet può essere usata anche per favorire guerre e terrorismo, come dimostra l’opera di proselitismo dei talebani. Ma il passaparola della sollevazione di Teheran – che ha viaggiato anche al ritmo di 220mila tweet all’ora – è stato troppo impetuoso per lasciare anche il minimo dubbio sul fatto che senza la Rete non sarebbe stato possibile. Non è un caso – prosegue la Ebadi - che ai primi processi contro i dimostranti il procuratore generale abbia accusato Google, Facebook e Twitter di complottare contro l’ordine costituito“.

Insieme a Shirin Ebadi, in veste di ambasciatori di Internet for Peace, lo stilista Giorgio Armani e il Professor Umberto Veronesi, che proprio all’interno della Conferenza Mondiale della sua Fondazione, Science for Peace, ospiterà il lancio della candidatura di Internet al Premio Nobel per la Pace 2010. Il Professor Veronesi ha dichiarato nell’editoriale pubblicato da Wired sul numero di dicembre: “Se il Web vincesse Il Nobel dimostreremmo agli osservatori futuri due cose: che avevamo capito la portata della rivoluzione globale rappresentata dalla Rete; che eravamo determinati a volgerla al miglior utilizzo nell’interesse dell’umanità intera“.

Molte le aziende che partecipano e le iniziative collaterali di Wired create a supporto del progetto. Sul sito ufficiale inoltre è possibile sottoscrivere la causa ed essere parte attiva del progetto di Riccardo Luna.

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